BMW rivede la gamma: XM e i4 a rischio

BMW si prepara a ridisegnare la propria gamma con maggiore severità. Non si tratta soltanto di sostituire le vetture giunte alla fine del loro normale ciclo commerciale: secondo un rapporto di Automotive News Europe, ripreso anche dalla stampa spagnola, il nuovo amministratore delegato Milan Nedeljković avrebbe avviato una revisione più ampia del portafoglio prodotti. Sotto osservazione ci sarebbero soprattutto i modelli di nicchia, quelli sovrapposti ad automobili più recenti e le varianti che aggiungono complessità senza garantire volumi o margini sufficienti.
I nomi più esposti sono BMW XM, i4 e Serie 8. A questi si aggiungono la X4 con motore termico e la Serie 2 Active Tourer, mentre la Z4 ha già concluso la propria carriera con la Final Edition. Parlare di cancellazioni definitive, tuttavia, sarebbe prematuro: BMW non ha pubblicato un piano ufficiale con date e modelli da eliminare e alcune denominazioni potrebbero tornare in futuro su architetture differenti.
La notizia va quindi letta come un cambio di criterio. Il valore storico di un modello o la sua funzione d’immagine non sembrano più sufficienti a garantirne la sopravvivenza. Domanda reale, redditività, rilevanza tecnologica e adattabilità ai diversi mercati diventano i parametri decisivi mentre le tecnologie della Neue Klasse vengono estese all’intera offerta.
Perché BMW vuole ridurre la complessità
Il momento finanziario aiuta a comprendere la revisione. Nel secondo trimestre del 2026 il BMW Group ha registrato un utile ante imposte di 1,697 miliardi di euro, in calo del 35,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il margine EBIT del settore Automotive si è fermato al 2,3%, mentre le consegne in Cina sono diminuite del 30,2% nel trimestre e del 20,4% nel primo semestre.
Europa e Stati Uniti hanno parzialmente compensato la flessione, ma la pressione esercitata dai concorrenti cinesi, dai dazi e dai costi industriali impone scelte più selettive. BMW ha già rivisto al ribasso le previsioni per l’esercizio 2026 e sta lavorando anche a un programma di riorganizzazione della forza lavoro concordato con il consiglio aziendale.
In questo contesto, ogni carrozzeria aggiuntiva comporta costi che vanno molto oltre lo stampaggio di lamiere differenti. Occorrono omologazioni, ricambi, campagne commerciali, configurazioni di fabbrica, sviluppo software, gestione dei fornitori e formazione della rete. Un modello poco venduto può risultare oneroso anche quando condivide motori e componenti con altre BMW.
La Neue Klasse rende il passaggio ancora più delicato. BMW prevede di introdurne tecnologie e linguaggio stilistico su 40 modelli nuovi o aggiornati entro la fine del 2027. Il numero non equivale a 40 gamme completamente inedite: comprende restyling, motorizzazioni e aggiornamenti di modelli esistenti. Resta comunque un programma industriale molto impegnativo, che rende difficile finanziare in parallelo automobili destinate a una clientela ristretta.
BMW XM: l’ammiraglia M sotto esame
Il caso più simbolico è quello della BMW XM. Presentata come prima automobile sviluppata autonomamente da BMW M dopo la M1, doveva diventare una vetrina globale per il marchio ad alte prestazioni. La scelta di una grande SUV ibrida plug-in con motore V8 rispondeva soprattutto ai gusti di mercati ad alta marginalità come Cina, Stati Uniti e Medio Oriente.
La domanda cinese, però, si è indebolita e la XM non ha raggiunto una diffusione tale da sottrarla alla revisione. Il fatto che il sistema ibrido ad alte prestazioni condivida numerosi elementi con le attuali M5 berlina e Touring riduce parte dei costi, ma non elimina quelli legati a carrozzeria, interni, posizionamento commerciale e produzione dedicata.
Un’eventuale uscita di scena non significherebbe necessariamente la fine delle BMW M elettrificate di grandi dimensioni. Dal 2027 la divisione M introdurrà modelli completamente elettrici basati sulle tecnologie Gen6, con quattro motori e gestione individuale della coppia sulle ruote. La funzione di manifesto tecnologico oggi assegnata alla XM potrebbe quindi essere trasferita a una nuova generazione di vetture M, più coerente con la direzione tecnica della Neue Klasse.
Per ora, però, la XM rimane regolarmente in gamma e non esiste una comunicazione ufficiale che ne annunci la cessazione. La formulazione corretta è dunque “modello sotto esame”, non “modello cancellato”.

Serie 8: una gran turismo senza erede certa
La BMW Serie 8 si trova in una situazione differente. L’attuale generazione è arrivata nel 2018 nelle varianti Coupé, Cabrio e successivamente Gran Coupé, ricevendo il principale aggiornamento estetico e tecnologico nel 2022. È una famiglia prestigiosa, ma costosa e collocata in un segmento nel quale i volumi globali sono limitati.
Le indiscrezioni indicano un pensionamento senza successore immediato. L’ipotesi di trasferire il progetto nell’offerta BMW Alpina sarebbe stata scartata internamente, anche perché la base tecnica della Serie 8 appartiene ormai alla generazione precedente rispetto alle più recenti architetture elettroniche e digitali del Gruppo.
Questo non implica necessariamente l’abbandono definitivo delle coupé di lusso. BMW potrebbe riutilizzare in seguito la denominazione Serie 8 o sviluppare un modello equivalente su una nuova piattaforma, ma al momento non è stato annunciato nulla. Nel breve periodo, il ruolo di ammiraglia resterà soprattutto alla Serie 7, appena aggiornata con design, interfaccia e architettura elettronica derivate dalla Neue Klasse.
La storia stessa della Serie 8 invita alla prudenza: dopo la prima E31, prodotta negli anni Novanta, il nome è rimasto inutilizzato per quasi due decenni prima di tornare. La scomparsa di una generazione non equivale quindi necessariamente alla cancellazione permanente della famiglia.

BMW i4 sacrificata dalla nuova i3
La posizione della i4 è forse la più facile da spiegare industrialmente. La Gran Coupé elettrica continua a essere costruita a Monaco ed è stata aggiornata ancora nell’estate 2026, quando la i4 M60 xDrive ha ricevuto anche nuove possibilità di personalizzazione. Non è quindi una vettura già uscita dal listino.
La nuova BMW i3 basata sulla Neue Klasse, tuttavia, occupa una fascia molto vicina e utilizza un’architettura elettrica più avanzata. Celle cilindriche Gen6, sistema a 800 volt, ricarica più rapida, nuova elettronica centralizzata e migliore efficienza rendono difficile giustificare a lungo la convivenza con una i4 nata dalla piattaforma flessibile della Serie 4 Gran Coupé.
Secondo le anticipazioni, la produzione dell’attuale i4 potrebbe terminare all’inizio del 2027, lasciando spazio alla i3 e alla futura variante Touring. Anche in questo caso bisogna distinguere il modello dalla denominazione: la i4 Gran Coupé attuale appare vicina alla fine, ma una futura i4 Coupé o Cabrio con tecnologie Neue Klasse resta una possibilità riportata dalle indiscrezioni, non un prodotto ufficialmente confermato.
La sovrapposizione fra i3 e i4 mostra il vero significato della razionalizzazione. BMW non sta rinunciando alla berlina elettrica di segmento medio; sta eliminando la duplicazione fra un modello nato come derivazione elettrica di un’auto termica e una vettura progettata fin dall’origine attorno alla nuova generazione di batterie, software e propulsori.

X4 e Serie 2 Active Tourer: cambiano le priorità
La X4 termica è un’altra candidata all’uscita. La produzione dell’attuale SUV-coupé a Spartanburg è destinata a concludersi e non emerge un’erede diretta con motori a combustione. Ciò non significa necessariamente che BMW voglia abbandonare questo tipo di carrozzeria: una iX4 elettrica è da tempo al centro delle anticipazioni sulla Neue Klasse, ma non va confusa con una conferma ufficiale del costruttore.
La logica sarebbe simile a quella adottata per la i4. Invece di mantenere due modelli paralleli, uno termico e uno elettrico, BMW potrebbe concentrare il profilo più sportivo della famiglia X3 su una proposta a batteria, lasciando alla X3 e alla iX3 il compito di sostenere i volumi principali.
Più incerta appare la prospettiva della Serie 2 Active Tourer. La monovolume compatta conserva praticità e una clientela specifica, ma opera in un mercato europeo progressivamente assorbito dalle SUV. X1 e X2 utilizzano componenti affini, godono di una diffusione superiore e possono coprire buona parte delle esigenze familiari della stessa fascia. Se BMW vorrà ridurre carrozzerie e varianti, l’Active Tourer sarà inevitabilmente fra i modelli più difficili da difendere.

La Z4 è l’unico addio già ufficiale
Fra tutti i nomi citati, la BMW Z4 è il caso che non richiede il condizionale. Il costruttore aveva annunciato la Final Edition e una finestra produttiva limitata nella primavera del 2026, chiudendo la carriera della roadster G29 sviluppata insieme alla Toyota GR Supra.
Non è stato presentato un successore diretto. L’uscita della Z4 dimostra quanto sia diventato complesso sostenere vetture sportive specialistiche anche per un costruttore premium. La collaborazione con Toyota aveva permesso di condividere parte dello sviluppo, ma non è bastata a garantire una quarta generazione.
È importante, tuttavia, non utilizzare la Z4 come prova automatica della sorte degli altri modelli. La sua conclusione è stata comunicata da BMW; la revisione di XM, Serie 8, i4, X4 e Serie 2 Active Tourer deriva invece da informazioni giornalistiche e valutazioni industriali ancora in corso.
Una gamma più piccola, ma non meno ambiziosa
La strategia che emerge non sembra orientata a trasformare BMW in un marchio con pochi modelli. La Casa continuerà a offrire motori termici, ibridi plug-in ed elettrici, adattando maggiormente le gamme alle singole regioni. Il nuovo approccio appare piuttosto diretto a eliminare le sovrapposizioni e a impedire che tradizione e prestigio giustifichino automaticamente prodotti con una domanda insufficiente.
I modelli centrali — Serie 1, Serie 3, X1, X2, X3 e le grandi X5 e X7 nei mercati in cui sono più richieste — continueranno a sostenere volumi e redditività. Le risorse liberate dalle nicchie meno efficaci potranno essere indirizzate verso batterie Gen6, software, sistemi di assistenza, produzione regionale e aggiornamento delle vetture esistenti con le tecnologie Neue Klasse.
Per gli appassionati, il possibile addio a Serie 8, Z4 e XM riduce però la componente più eccentrica ed emozionale del listino. È il principale rischio della razionalizzazione: una gamma economicamente più efficiente può diventare anche più prevedibile. La sfida per BMW sarà conservare varietà e carattere attraverso prodotti sostenibili dal punto di vista industriale, senza limitarsi alle sole carrozzerie che garantiscono i numeri più elevati.
La conclusione, al momento, è meno drastica dei titoli circolati nelle ultime ore. BMW sta davvero riesaminando la gamma e diversi modelli hanno un futuro incerto, ma l’unico addio formalizzato fra quelli citati è quello della Z4. Per XM, i4, Serie 8, X4 e Serie 2 Active Tourer bisognerà attendere decisioni o comunicazioni specifiche. Ciò che è già evidente è il principio guida: nell’era Neue Klasse, ogni BMW dovrà dimostrare non soltanto di avere un’identità, ma anche di meritare la complessità necessaria per produrla.
Fonti: Automotive News Europe — Revisione della gamma BMW · Motor.es — I modelli BMW sotto esame · BMW Group — Risultati del secondo trimestre 2026 · BMW Group — Aggiornamenti di gamma estate 2026 · BMW Group — BMW Z4 Final Edition