BMW Z1: solo per pochi appassionati

BMW Z1 storia

Ne nascevano solamente dieci al giorno. In tutto dall’88 al 91, ne sono state prodotte appena 8.000. Stiamo parlando della roadster Z1, dove la lettera stessa ne definisce la filosofia: Z come Zukunft (futuro) e vent’anni fa la due posti bavarese rappresentava proprio un salto nel futuro, per via delle numerose innovazioni tecnologiche che la caratterizzavano e dalla linea estremamente futuristica.

Le particolarità della vettura erano rappresentati dalle portiere abbassabili elettricamente, che invece di aprirsi verso l’esterno rientravano nella scocca. La carrozzeria monoscocca era portante, con il pianale incollato in maniera sintetica; inoltre le componenti dei “lamierati” esterni erano imbullonati e non saldati, per una più semplice ed economica riparazione (tecnica poi adottata anche sulla Z3).

Riguardo al propulsore, la Z1 era disponibile solamente con il sei cilindri di 2.5 litri da 170 CV: la motorizzazione più adatta secondo gli ingegneri, per via del suo funzionamento rotondo. Era montato in posizione anteriore-centrale, dietro l’avantreno per migliorare la distribuzione dei pesi. Grazie al peso contenuto della Z1 (1250 Kg) e alla potenza del sei cilindri, la roadster bavarese accelerava da 0 a 100 Km/h in meno di 8 secondi e raggiungeva una velocità massima di 235 Km/h.

L’assetto era studiato appositamente per la Z1, nonostante montasse l’avantreno a montanti elastici della Serie 3 E30 ed un retrotreno multilink completamente inedito, adottato poi sulla Serie 3 E36. Nel 1991, anno in cui la Z1 uscì di produzione, costava 87.500.000 lire.

Furono realizzati anche due concept car su base Z1: la prima era una Coupè (shooting brake) con un frontale completamente rivisto ed una versione targa, di cui (putroppo) non si trova materiale sul web.

foto: netcarshow.com

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