Mini: nuovi motori 3 e 4 cilindri con tecnologia TwinPowerTurbo

Mini TPT Engine
Il Go-Kart feeling è stato sempre il Moloch della Mini. Agilità, reattività, scatto e prontezza del gruppo telaio e sopratutto del propulsore sono le chiavi di volta di un progetto che spazia dal “cittadino” al “pronto pista in ogni momento”.
La nuova Mini si rinnova oltre che esternamente ed internamente, anche sottopelle. Un nuovo telaio di derivazione diretta BMW (UKL, ndr) e sopratutto una nuova gamma motori derivata dai nuovi modulari della casa Bavarese.
Non avremo più propulsori realizzati in collaborazione con altre case automobilistiche e la vettura inglese concepita da Issigonis, ormai è ben lontana dalla futura mini anglo-tedesca.

I nuovi modulari BMW, con un frazionamento in 3 e 4 cilindri, saranno il fulcro dell’intera gamma Mini. Realizzati con la tecnologia TwinPowerTurbo che comprende – per i propulsori a ciclo otto – sovralimentazione con turbocompressore, iniezione diretta di benzina (HPI) e doppio VANOS; sui modelli ad alte prestazioni avremo anche l’aggiunta del sistema VALVETRONIC.
Per i propulsori a ciclo Diesel, avremo sovralimentazione con turbocompressore ed iniezione diretta con iniettori di 4th generazione.

Realizzati con un monoblocco in lega di alluminio di tipo closed-deck, albero a gomiti in acciaio forgiato con contralbero di equilibratura realizzato nella medesima lega, bielle e pistoni forgiati contribuiscono a ridurre gli sforzi di frizione nel complessivo meccanico.
I propulsori a 3 cilindri godono dell’utilizzo del contralbero di equilibratura, mentre le declinazioni a 4, ne riescono a fare a meno.
La testata dei propulsori è realizzata in alluminio e tutti i motori sono progettati per ottemperare alle normative Euro6.

Al debutto avremo la Mini equipaggiata con il 3 cilindri da 1.5 litri con tecnologia TPT da 100 kW / 136 CV e la Mini Cooper S, equipaggiata con il 4 cilindri da 2.0 litri con tecnologia TPT da 141 kW / 192 CV.

Il 3 cilindri, garantisce una coppia motrice di 220 N m ad appena 1’250 rpm, che salgono a 230 con la funzione di overboost.
Mentre il 4 cilindri da 192 CV, arriva ad oltre 270 N m (allo stesso regime del 3 cilindri) che salgono a 300 con la funzione overboost.
Entrambi i propulsori presentano un regime massimo di rotazione di 6’500 rpm.
Per migliorarne l’efficienza e la compattezza, entrambi i propulsori (sia diesel che benzina) hanno il gruppo turbocompressore integrato nel collettore di scarico. In tal modo si aumenta l’efficienza termodinamica, si riducono i costi per il produttore e si riesce ad avere una temperatura più alta dei fumi allo scarico che rappresenta un toccasana per il DPF dei propulsori a gasolio.

Proprio la gamma a ciclo diesel, rappresenta una nuova innovazione dell’intero gruppo BMW.
Via al precedente 4 cilindri da 1.6 litri, debutta il nuovo 3 cilindri da 1.5 litri forte di 80 kW/116 CV e 270 N m.
La pressione di iniezione arriva a ben 2’000 bar! Il salto tecnologico è notevole.

Inoltre, per muoversi agevolmente, la nuova Mini porterà al debutto una nuova gamma di cambi manuali ed automatici (questi ultimi con S&S integrato) e l’innovativa funzione di ottimizzazione della cambiata.
Sul cambio manuale, sarà presente un classico indicatore replicato al cruscotto che consiglierà il momento adatto per passare al rapporto superiore/inferiore; sulle vetture equipaggiate con trasmissione automatica, in associazione al navigatore satellitare, sarà possibile – mediante quest’ultimo – leggere in anticipo il percorso da affrontare ed adattare i cambi marcia al tipo di strada da percorrere.
La nuova Mini, per la prima volta in assoluto, prevederà come optional la possibilità di installare delle sospensioni attive a regolazione elettronica.

 

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2 Risposte

  1. 18 novembre 2013

    […] avremo foto “ufficiali” e scheda tecnica, integreremo! Per il momento, vi lascio alla gamma motori ed alle foto su strada di qualche tempo fa. Le fotografie in oggetto sono tratte dal sito […]

  2. 7 aprile 2014

    […] Come va allora questo nuovo 3 cilindri? E’ un ottimo propulsore, rotondo, pastoso e che lasciato in completa gestione al cambio automatico nella selezione dei rapporti (per inciso l’automatico sul modello precedente era un optional disponibile solo con il propulsore da 2.0 litri,ndr) è quasi elettrico nel funzionamento. Dove si avvertono i limiti di questo diesel è in alto, dove superati i 3’500 rpm decresce in maniera lenta ed in una piccola zona tra i 1’000 e 1’200 rpm. Per il resto ha una buona schiena ai medi e proietta la Mini a velocità da codice in un battibaleno. In modalità Sport e cambio in modalità Sportiva, bastano pochi gradi dell’acceleratore per far “fuggire” tra le altre vetture questa “city bulldog”, ma a dispetto del simpatico quadrupede, la Mini ha un andamento tutt’altro che goffo. […]

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