BMW M firma una doppietta storica a Spa

A Spa-Francorchamps, BMW M Motorsport ha centrato il risultato che inseguiva dal ritorno nel FIA World Endurance Championship: la prima vittoria assoluta con la BMW M Hybrid V8. E non è arrivata da sola. Sul circuito belga, nella gara di casa del BMW M Team WRT, il marchio di Monaco ha chiuso con una doppietta pesantissima, piazzando la #20 davanti alla #15 dopo sei ore di corsa.
La BMW M Hybrid V8 #20 di Robin Frijns, René Rast e Sheldon van der Linde ha conquistato il successo assoluto, mentre la #15, affidata a Kevin Magnussen, Raffaele Marciello e Dries Vanthoor, ha completato il trionfo con il secondo posto. Per BMW M Motorsport è la prima vittoria complessiva da quando il programma FIA WEC è ripartito nella stagione 2024.
Una vittoria che pesa più del semplice risultato
Il successo di Spa non è importante solo per il prestigio del risultato. Arriva infatti in un momento cruciale della stagione, con la 24 Ore di Le Mans ormai alle porte, e regala a BMW M Team WRT una spinta tecnica e psicologica notevole. Dopo due stagioni di crescita, sviluppo e diversi segnali incoraggianti, a Spa è arrivata finalmente la conferma definitiva: la BMW M Hybrid V8 adesso è in grado di vincere davvero nel Mondiale Endurance.
Il dato che rafforza ulteriormente la portata del risultato è il contesto. Le due BMW erano partite soltanto dalla decima e dall’undicesima posizione dopo una qualifica deludente. Questo significa che la doppietta non è nata da una pole convertita in gestione, ma da una gara costruita con ritmo, strategia e capacità di leggere bene le fasi cruciali della corsa.
La chiave è stata la strategia, non solo la velocità
La corsa della #20 è cambiata presto. Se nelle prime fasi la vettura è rimasta bloccata nelle retrovie, la svolta è arrivata grazie a una strategia aggressiva, con una prima sosta più breve, che ha permesso a René Rast di guadagnare terreno e riportarsi davanti. Da lì in poi, la combinazione tra il passo gara e la gestione delle neutralizzazioni ha permesso all’equipaggio di prendere il controllo della situazione.
BMW spiega che la #20 è riuscita a costruire il vantaggio anche sfruttando bene una fase di bandiera gialla, restando davanti anche una volta riequilibrate le soste. Nel finale, Robin Frijns ha portato la vettura al traguardo senza errori, mentre alle sue spalle Magnussen ha difeso con forza la seconda posizione della #15, completando il risultato perfetto per la squadra belga.
La #15 completa l’opera dopo una gara complicata
Il secondo posto della #15 merita quasi quanto la vittoria. Kevin Magnussen, Raffaele Marciello e Dries Vanthoor hanno infatti costruito la loro rimonta partendo anch’essi dal fondo della top class e dovendo anche assorbire un episodio sfavorevole, con un testacoda di Vanthoor dopo un contatto inevitabile. Nonostante ciò, la vettura è rimasta pienamente in corsa e ha risalito fino al secondo gradino del podio.
È un passaggio importante perché racconta un aspetto chiave del weekend BMW: non si è trattato soltanto di una macchina veloce in condizioni ideali, ma di un pacchetto complessivamente più maturo. Strategia, costanza di rendimento, gestione della gara e capacità di recupero hanno funzionato su entrambe le Hypercar del team.

BMW arriva leader a Le Mans
Il comunicato ufficiale BMW sottolinea anche un altro elemento che conta parecchio in prospettiva del campionato: dopo due gare su otto, BMW M Team WRT guida sia la classifica piloti sia quella costruttori del FIA WEC. È un dato che cambia il peso specifico del programma 2026, perché per la prima volta BMW non si presenta soltanto come outsider ambiziosa, ma come riferimento tecnico e sportivo da battere.
In questo senso, Spa può essere letta come il weekend in cui il progetto BMW M Hybrid V8 ha davvero cambiato status. Fino a ieri era una vettura in crescita, con lampi e buoni segnali. Da oggi è un’Hypercar che ha già vinto e si presenta a Le Mans con piena credibilità.
Le parole del team confermano il salto di qualità
Andreas Roos, responsabile di BMW M Motorsport, ha definito il risultato un enorme sollievo dopo il lavoro degli ultimi anni, spiegando che uno degli obiettivi degli aggiornamenti 2026 era rendere la BMW M Hybrid V8 più costante nel rendimento. Secondo Roos, proprio questa maggiore consistenza è stata la chiave del successo, perché una volta trovata aria pulita, le vetture hanno potuto imporre un passo molto forte.
Anche Vincent Vosse, team principal di BMW M Team WRT, ha sottolineato il valore speciale del risultato ottenuto nella gara di casa, parlando di una corsa perfetta sia per i piloti sia per le scelte strategiche. Il tono delle dichiarazioni è abbastanza chiaro: a Spa BMW non ha soltanto colto un’occasione favorevole, ma ha dato l’impressione di aver fatto tutto nel modo giusto.
René Rast ha spiegato che la squadra aspettava questo successo da oltre due anni e ha riconosciuto apertamente il peso decisivo della strategia nel portare la #20 in testa. Sheldon van der Linde ha parlato addirittura di una favola sportiva, sottolineando quanto il rischio tattico corso dal team potesse ritorcersi anche contro di esso. Robin Frijns, ultimo uomo in macchina nel finale, ha invece ricordato la pressione di dover difendere una vittoria storica.
Magnussen simbolo del lato combattivo BMW
Se la #20 ha vinto con passo e lucidità, la #15 ha rappresentato il lato più battagliero della giornata BMW. Kevin Magnussen ha definito questo risultato “il miglior secondo posto” della propria carriera, sottolineando il peso simbolico di una doppietta BMW proprio a Spa, pista di casa per WRT e scenario perfetto per rompere definitivamente il ghiaccio nel WEC.
Raffaele Marciello e Dries Vanthoor hanno rimarcato lo stesso concetto: la squadra ha fatto un passo avanti evidente rispetto a Imola e il risultato, oltre ai punti, dà soprattutto fiducia in un progetto che, in alcuni momenti, ha dovuto reggere anche passaggi difficili. Da questo punto di vista, Spa è una vittoria tecnica ma anche mentale.
In LMGT3, invece, BMW paga il contesto
Il quadro è stato molto meno brillante nella classe LMGT3. Dopo il successo ottenuto a Imola nella gara precedente, la BMW M4 GT3 EVO #69 di Dan Harper, Parker Thompson e Anthony McIntosh ha sofferto il success ballast e ha chiuso solo undicesima. La #32 di Augusto Farfus, Sean Gelael e Darren Leung era rimasta in lotta per un buon risultato, ma è scivolata al quattordicesimo posto dopo un contatto e una penalità.
È un aspetto secondario rispetto alla doppietta Hypercar, ma utile per leggere con precisione il weekend BMW: il salto di qualità più evidente, almeno a Spa, si è visto sul fronte LMDh.







