Bovensiepen Spider: la Z4 da 435 CV

La produzione della BMW Z4 è terminata nella primavera del 2026, ma la roadster bavarese non sembra ancora pronta a lasciare definitivamente la scena. A prolungarne la carriera, almeno idealmente, ci pensa la famiglia Bovensiepen, fondatrice di Alpina, con una serie limitata basata sulla Z4 M40i.
Si chiama Bovensiepen Spider, eroga 435 CV, mantiene la trazione posteriore e verrà costruita in appena 99 esemplari. Non è una nuova BMW Z4 né una BMW Alpina: si tratta del terzo progetto della nuova Bovensiepen Automobile, l’azienda nata a Buchloe dopo il trasferimento dei diritti sul marchio Alpina al BMW Group.
La distinzione non è soltanto formale. BMW ha acquisito il marchio Alpina, mentre la famiglia Bovensiepen ha continuato a impiegare competenze, strutture e personale maturati in decenni di lavorazione sulle vetture di Monaco. Il risultato è un costruttore indipendente che continua a partire da modelli BMW, ma propone automobili con una propria identità tecnica e commerciale.
Una Z4 M40i trasformata a Buchloe
La base della Spider è la BMW Z4 M40i G29, la versione più potente della terza generazione della roadster. BMW non ha mai realizzato una vera Z4 M sulla piattaforma condivisa con la Toyota GR Supra, lasciando al sei cilindri M Performance il ruolo di vertice della gamma.
Bovensiepen interviene proprio su questa configurazione, conservando l’architettura più apprezzata dagli appassionati: motore anteriore longitudinale, abitacolo arretrato, due posti, capote in tessuto e trazione posteriore. Una formula ormai rara in un mercato in cui le sportive compatte stanno progressivamente scomparendo o passando alla propulsione elettrica.
Il motore è il noto sei cilindri in linea turbo BMW da 3,0 litri. Sulla Z4 M40i europea sviluppava 340 CV e 500 Nm, mentre nella Spider raggiunge 320 kW, equivalenti a 435 CV, e 580 Nm. L’incremento è quindi di 95 CV e 80 Nm.
Aspirazione e scarico fanno respirare il sei cilindri
La preparazione non si limita a una gestione elettronica diversa. Bovensiepen ha modificato il percorso dell’aria in aspirazione, eliminando alcune restrizioni e introducendo un canale supplementare con funzione ram-air. Anche il silenziatore dell’aspirazione è stato ingrandito e ottimizzato dal punto di vista fluidodinamico.
Sul lato opposto è stato installato uno scarico sportivo con minore contropressione. Il miglioramento dei flussi in entrata e in uscita crea le condizioni per aumentare la potenza senza snaturare l’erogazione del sei cilindri.
Bovensiepen sottolinea infatti di non aver inseguito soltanto il dato di potenza massima. Il costruttore indica un rapporto peso-potenza di 3,6 chilogrammi per CV e promette una risposta progressiva, coerente con quella filosofia di prestazioni utilizzabili su strada che aveva caratterizzato molte Alpina.
La Spider accelera da 0 a 100 km/h in 4,2 secondi, contro i circa 4,5 secondi della Z4 M40i europea con cambio automatico. La velocità massima è limitata a 260 km/h nella configurazione standard.
I dati preliminari di omologazione indicano un consumo combinato di 8,8 litri ogni 100 chilometri, emissioni di 199 grammi di CO₂ per chilometro e la classe ambientale tedesca G secondo il ciclo WLTP.
Solo automatica: niente cambio manuale
La trasmissione rimane l’automatica ZF a otto rapporti. Non sarà disponibile il cambio manuale a sei marce introdotto da BMW sulla Z4 M40i negli ultimi anni di produzione e proposto anche sulla Final Edition.
È probabilmente la scelta più controversa dell’intero progetto. Una serie limitata, nata per celebrare una roadster tradizionale, avrebbe trovato nel cambio manuale un elemento tecnico ed emozionale particolarmente coerente.
La decisione rispecchia però la storica impostazione Alpina, che aveva adottato e valorizzato le trasmissioni automatiche molto prima che diventassero la scelta prevalente sulle BMW M. Per Bovensiepen, la velocità assoluta del cambio e la fluidità di marcia sembrano quindi prevalere sul coinvolgimento meccanico offerto dalla leva manuale.
Assetto rivisto e Michelin Pilot Sport 4S
L’incremento di potenza è accompagnato da un intervento specifico sul telaio. Gli ammortizzatori ricevono una nuova taratura, con una maggiore forza in compressione alle basse velocità di movimento. Non significa rendere automaticamente la vettura più rigida sulle buche: il parametro riguarda soprattutto il controllo dei movimenti progressivi della carrozzeria, come il rollio, il beccheggio e i trasferimenti di carico.
Al retrotreno vengono utilizzate molle ausiliarie più lunghe, studiate per rendere più diretto il collegamento fra scocca e sospensione. L’obiettivo è sfruttare al meglio l’aderenza offerta dagli pneumatici Michelin Pilot Sport 4S montati sui nuovi cerchi forgiati da 20 pollici.
Il principio rimane diverso da quello di una preparazione estrema per la pista. Bovensiepen cerca un comportamento più preciso e sostenuto, senza rinunciare alla capacità di percorrere lunghe distanze con il comfort richiesto a una gran turismo aperta.
Performance Package fino a 295 km/h
Per chi vuole sfruttare al meglio la Spider è disponibile un Performance Package. Il componente più interessante è il nuovo coperchio del differenziale posteriore, ricavato dal pieno in alluminio e dotato di alette di raffreddamento maggiorate.
La modifica consente di ridurre la temperatura del differenziale quando è sottoposto a carichi elevati e prolungati. Il pacchetto comprende inoltre un rinforzo inferiore con struttura a V, destinato ad aumentare la rigidità del telaio e a rendere più immediata la risposta dell’assetto.
Con questa configurazione, il limitatore della velocità massima viene portato da 260 a 295 km/h. È disponibile anche un impianto frenante maggiorato, particolarmente sensato su una roadster in grado di avvicinarsi alla soglia dei 300 km/h.
L’aumento della velocità non viene quindi ottenuto attraverso una semplice modifica elettronica: Bovensiepen interviene anche sulle componenti maggiormente sollecitate dalla guida ad alta andatura.
Frank Stephenson aggiorna il design della Z4
La Spider non prova a nascondere completamente la propria origine. Le proporzioni e la struttura della BMW Z4 rimangono riconoscibili, ma alcuni elementi esterni sono stati sviluppati insieme a Frank Stephenson, designer che nel corso della propria carriera ha lavorato su modelli BMW, MINI, Ferrari, Maserati e McLaren.
L’intervento appare volutamente più discreto rispetto alla completa trasformazione apportata alla Bovensiepen Zagato. La Spider riceve nuove aperture dietro i passaruota anteriori, uno splitter nero lucido, minigonne ridisegnate e uno spoiler posteriore più pronunciato e realmente funzionale.
I cerchi forgiati da 20 pollici contribuiscono a distinguerla dalla Z4 di serie senza alterarne la linea generale. Rimangono la lunga parte anteriore, il parabrezza arretrato e gli sbalzi ridotti tipici di una sportiva con motore longitudinale.
È un approccio vicino alla tradizione Alpina: trasformazioni tecniche consistenti accompagnate da modifiche estetiche riconoscibili soprattutto da chi conosce bene il modello originale.
Interni fra Vernasca, Alcantara e Lavalina
Anche l’abitacolo conserva l’impostazione della Z4, ma adotta materiali e finiture specifici. I sedili possono essere rivestiti in pelle Vernasca e Alcantara, mentre il volante utilizza la più raffinata pelle Lavalina, diventata negli anni uno degli elementi distintivi delle Alpina.
Il reparto di selleria Bovensiepen consente di estendere la pelle sulla plancia e su altre superfici dell’abitacolo. Sono disponibili colori campione, rivestimenti personalizzati e persino la finitura in Alcantara del vano bagagli.
Il prezzo iniziale rappresenta quindi soltanto il punto di partenza. La possibilità di definire verniciatura, pellami, cuciture e dettagli insieme alla manifattura di Buchloe può far crescere rapidamente il costo finale.
Soltanto 99 esemplari da 115.500 euro
La produzione sarà limitata a 99 automobili, tutte rifinite a mano. Il prezzo parte da 115.500 euro sul mercato tedesco, imposte comprese, mentre le prime consegne sono previste per il primo trimestre del 2027.
La cifra colloca la Spider ben al di sopra della precedente Z4 M40i, ma resta lontana dai circa 370.000 euro richiesti per la più radicale Bovensiepen Zagato. Il progetto sembra quindi rivolgersi a clienti che desiderano una roadster esclusiva e personalizzabile senza entrare nel territorio economico delle fuoriserie completamente ricarrozzate.
Il valore non dipende soltanto dai 95 CV aggiuntivi. A determinare il prezzo sono la produzione estremamente limitata, la lavorazione artigianale, la personalizzazione e il legame con la famiglia che ha costruito la storia di Alpina.
Non è una nuova BMW Z4 e non è un’Alpina
Definire la Spider come la nuova Z4 sarebbe suggestivo, ma tecnicamente sbagliato. BMW non ha cambiato idea e non ha annunciato una quarta generazione della propria roadster. Bovensiepen utilizza vetture base e componenti BMW per realizzare un prodotto indipendente destinato a una piccola serie.
Allo stesso modo, non siamo davanti a un’Alpina. Dal primo gennaio 2026 i diritti sul marchio appartengono al BMW Group, che sta sviluppando BMW Alpina come nuovo marchio interno dedicato al lusso e alle prestazioni. Bovensiepen Automobile è invece l’attività con cui la famiglia fondatrice prosegue il proprio percorso industriale a Buchloe.
Questa separazione rende la Spider ancora più interessante. Da una parte, BMW sta trasformando Alpina in un marchio globale collocato al di sopra della propria gamma tradizionale; dall’altra, Andreas e Florian Bovensiepen continuano a produrre vetture speciali sotto il nome di famiglia.
La base tecnica rimane BMW, ma i due percorsi non coincidono più.
La Z4 che BMW non ha mai costruito
La Bovensiepen Spider può essere interpretata come una Z4 M40i portata alla sua evoluzione finale. Ha più potenza, un assetto sviluppato appositamente, una velocità massima vicina ai 300 km/h e un livello di personalizzazione irraggiungibile per il modello di serie.
Non è però una Z4 M mancata. L’assenza del cambio manuale, l’attenzione alla fluidità dell’erogazione e l’impiego di materiali più raffinati descrivono una filosofia diversa da quella normalmente adottata dalla divisione Motorsport. Più che una piccola M Roadster, la Spider è una gran turismo compatta e scoperta costruita secondo la tradizione di Buchloe.
Il progetto evidenzia anche quanto la Z4 G29 avesse ancora potenziale al momento del suo pensionamento. La piattaforma, i sei cilindri e la trazione posteriore consentono di ottenere prestazioni sensibilmente superiori senza trasformare la vettura in una sportiva estrema.
BMW ha chiuso la produzione perché il mercato delle roadster non garantiva più volumi sufficienti per una nuova generazione. Bovensiepen può permettersi di ragionare diversamente: 99 esemplari, lavorazione artigianale e un prezzo superiore a 100.000 euro trasformano una nicchia poco redditizia per un grande costruttore in un’opportunità per una piccola manifattura.
La Z4, quindi, non è davvero tornata. Ma la Bovensiepen Spider dimostra che la sua architettura può ancora dare vita a una delle roadster più interessanti e tradizionali del mercato europeo.
Fonti: Bovensiepen – scheda ufficiale della Spider · BMW Group – acquisizione del marchio Alpina






