BMW M5 G-Power: 1.000 CV senza clamore

BMW M5 G-Power 2026 (1) - La vettura ha il vano motore aperto con una parte dei componenti tuning poggiati all'interno del vano motore.

La nuova BMW M5 possiede già di serie numeri che fino a pochi anni fa sarebbero appartenuti a una supercar. Per G-Power, però, i 727 CV e 1.000 Nm del sistema M Hybrid rappresentano soltanto il punto di partenza. Il preparatore tedesco ha sviluppato per la berlina G90 e la Touring G99 una gamma di elaborazioni che culmina nella G5M Bi-Turbo da 1.000 CV e 1.200 Nm, mantenendo quasi intatta l’estetica della vettura originale.

Il dato consente un confronto suggestivo: la prima Bugatti Veyron 16.4 erogava 1.001 CV. La BMW preparata resta quindi un solo cavallo metrico al di sotto dell’hypercar che nel 2005 superò per prima i 400 km/h in una vettura di serie. È un paragone efficace per misurare quanto siano cresciute le potenze, ma non significa che le due automobili offrano prestazioni equivalenti. La Veyron venne progettata integralmente attorno alla velocità massima; la G5M rimane una grande berlina o station wagon ibrida modificata da un preparatore e, almeno per ora, priva di tempi ufficiali.

Mille CV, ma attenzione alle unità

Prima di entrare nella tecnica è utile chiarire i numeri. G-Power dichiara 1.000 PS, unità tedesca equivalente al nostro cavallo vapore, mentre Carscoops traduce il valore in 986 horsepower secondo il sistema anglosassone. Allo stesso modo, i 1.001 PS della Veyron corrispondono a circa 987 hp. La differenza resta dunque di un solo cavallo soltanto se si confrontano unità omogenee.

La BMW M5 europea di serie sviluppa 535 kW, pari a 727 CV, e 1.000 Nm. Negli Stati Uniti la stessa potenza viene indicata come 717 hp, da cui possono nascere apparenti discrepanze negli articoli internazionali. Non sono configurazioni meccaniche differenti: cambia semplicemente il modo di convertire i kilowatt.

Il sistema originale combina il V8 biturbo S68 di 4,4 litri, capace da solo di 585 CV e 750 Nm, con un motore elettrico integrato nel cambio M Steptronic a otto rapporti. Quest’ultimo eroga 197 CV e 280 Nm nominali, elevati fino a 450 Nm all’ingresso della trasmissione attraverso uno stadio di pre-riduzione. La potenza complessiva non deriva dalla somma aritmetica dei due valori massimi, perché motore termico ed elettrico raggiungono i rispettivi picchi in condizioni differenti.

Quattro livelli di elaborazione

G-Power propone quattro stadi, permettendo al cliente di scegliere quanto intervenire sull’hardware. Il primo porta il sistema a 850 CV attraverso software e sblocco della centralina, senza richiedere modifiche meccaniche. Il secondo raggiunge 900 CV e aggiunge un silenziatore sportivo; il terzo sale a 950 CV attraverso downpipe ad alto flusso e catalizzatori metallici sportivi da 200 celle.

Per arrivare a quota 1.000 CV entra in gioco il pacchetto GP-1000 completo. Oltre alla calibrazione elettronica comprende downpipe, impianto di scarico GP-Deeptone e intercooler GP-Performance maggiorati. G-Power propone inoltre come componenti separati l’aspirazione Eventuri in fibra di carbonio e il relativo condotto di ingresso ai turbocompressori.

L’elaborazione agisce principalmente sul V8, mentre il motore elettrico e la batteria da 18,6 kWh utilizzabili non risultano modificati. È una scelta logica: incrementare la pressione di sovralimentazione e migliorare i flussi del motore termico consente di sfruttare il margine del propulsore senza riprogettare l’architettura ad alta tensione. La parte elettrica continua invece a fornire risposta immediata ai bassi regimi e a colmare il tempo necessario ai turbocompressori per raggiungere la pressione richiesta.

Perché non basta rimappare la centralina

Il passaggio da 727 a 1.000 CV significa aumentare la potenza di sistema di circa il 38%. Una crescita simile non riguarda soltanto la quantità di carburante iniettata o la pressione dei turbo. Aumentano le temperature dei gas di scarico, il calore trasferito all’aria compressa e il carico termico durante le accelerazioni ripetute.

I downpipe con minore contropressione facilitano l’uscita dei gas dalle turbine, mentre lo scarico più aperto riduce le perdite a valle. Gli intercooler maggiorati hanno il compito di abbassare la temperatura dell’aria aspirata: a parità di volume, aria più fredda significa maggiore densità e quindi più ossigeno disponibile. Soprattutto, una gestione termica più efficace aiuta a limitare la riduzione automatica della potenza quando il sistema viene sottoposto a carichi prolungati.

L’aspirazione in carbonio non è compresa nel prezzo del pacchetto principale e il suo contributo non va interpretato come responsabile, da solo, di aumenti spettacolari. Serve a ridurre le perdite di carico e a rendere più regolare l’alimentazione dei turbocompressori, oltre ad aggiungere una componente estetica nel vano motore. Il risultato dichiarato dipende dall’insieme di hardware e calibrazione.

Quasi una Veyron soltanto sulla carta

I 1.000 CV rendono inevitabile il richiamo alla Bugatti, ma la storia tecnica della Veyron aiuta a ridimensionare il paragone. Il suo W16 di otto litri con quattro turbocompressori produceva 1.001 CV e 1.250 Nm, permettendole di raggiungere 100 km/h in 2,5 secondi e 407 km/h. Per ottenere quei risultati Bugatti sviluppò specificamente monoscocca, trasmissione a doppia frizione, trazione integrale, aerodinamica attiva, pneumatici, raffreddamento e impianto frenante.

G-Power non ha pubblicato valori di accelerazione o velocità massima per la G5M Bi-Turbo. La M5 standard impiega 3,5 secondi da 0 a 100 km/h e 10,9 secondi per raggiungere i 200 km/h, ma non è corretto ridurre questi tempi in proporzione all’aumento di potenza. Nella partenza da fermo contano aderenza, gestione della coppia, temperatura degli pneumatici e strategie di protezione della trasmissione. È più probabile che la differenza maggiore emerga nelle riprese e alle velocità medio-alte, dove la resistenza aerodinamica richiede potenza crescente.

Resta inoltre da capire quanto a lungo la vettura possa ripetere le prestazioni dichiarate e come l’elettronica gestisca i 1.200 Nm attraverso il cambio, il sistema M xDrive e il differenziale posteriore. Senza una prova strumentale indipendente, i 1.000 CV vanno considerati un valore dichiarato dal preparatore, non la dimostrazione completa delle capacità dinamiche dell’automobile.

Stessa M5 fuori, molta più potenza sotto

G-Power ha scelto di non trasformare la G5M in una show car vistosa. Le immagini mostrano una BMW M5 sostanzialmente fedele al disegno originale, senza paraurti ridisegnati, ali sovradimensionate o ampliamenti della carrozzeria. È un approccio quasi discreto, almeno rispetto alla potenza disponibile.

La scelta rende l’elaborazione particolarmente adatta anche alla M5 Touring. La G99 conserva capacità di carico e utilizzo quotidiano, ma raggiunge lo stesso livello di potenza della berlina. Nasce così una familiare da 1.000 CV che, osservata nel traffico, potrebbe essere confusa con una M5 dotata soltanto di qualche dettaglio aftermarket.

Questa apparente normalità è forse l’aspetto più affascinante e al tempo stesso più delicato del progetto. Telaio, pneumatici, freni e sistemi elettronici della M5 sono stati progettati per prestazioni molto elevate, ma un incremento prossimo ai 300 CV modifica inevitabilmente l’equilibrio originario. G-Power commercializza componenti per assetto, ruote e freni, ma il pacchetto motore descritto non equivale automaticamente a un adeguamento completo del veicolo.

Quanto costa la G-Power da 1.000 CV

Secondo i prezzi indicati dal configuratore e riportati al momento della presentazione, il percorso completo costa 31.297 euro. La cifra comprende 9.520 euro per software GP-1000, 3.332 euro per lo sblocco della centralina, 5.950 euro per i downpipe, 8.330 euro per lo scarico GP-Deeptone e 4.165 euro per gli intercooler.

Restano separati l’aumento del limitatore di velocità, indicato a 595 euro, l’aspirazione Eventuri da 2.856 euro e il condotto turbo in carbonio da 892,50 euro. Prezzi, imposte, installazione e disponibilità possono variare in funzione del mercato e della configurazione scelta.

Va considerato anche l’aspetto normativo. Downpipe, catalizzatori sportivi, modifiche alla centralina e rimozione del limitatore possono richiedere omologazioni specifiche e incidere su garanzia, emissioni, assicurazione e possibilità di circolare su strada. Prima dell’installazione è quindi necessario verificare la conformità dei singoli componenti alla normativa del Paese in cui la vettura viene utilizzata.

Il tuning sopravvive all’ibrido

La G5M Bi-Turbo dimostra soprattutto che l’elettrificazione non ha eliminato il tuning delle grandi BMW M. Lo ha reso più complesso. Il preparatore non lavora più soltanto su motore, scarico e trasmissione, ma su un sistema nel quale il V8 deve convivere con macchina elettrica, batteria, recupero energetico e strategie di gestione termica.

G-Power sceglie una soluzione pragmatica: mantiene invariata la componente elettrica e cerca il margine aggiuntivo nel motore termico. Il risultato dichiarato porta una M5 di serie da 727 CV alla soglia simbolica dei quattro numeri, senza stravolgerne l’aspetto e senza sostituire i turbocompressori originali.

Il cavallo che la separa dalla prima Veyron è un ottimo titolo, ma non è la conclusione tecnica. La vera notizia è che una berlina plug-in hybrid con cinque posti può oggi raggiungere, attraverso un’elaborazione acquistabile a catalogo, la potenza che vent’anni fa richiese uno dei progetti più estremi della storia dell’automobile. La differenza fra possedere quel numero e saperlo utilizzare resta, però, tutta da verificare.

Fonti: Configuratore ufficiale G-Power GP-1000 · BMW Group – Dati tecnici BMW M5 · Bugatti – Veyron 16.4

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